PITTURE ANTIMUFFA

LINEA ANTIMUFFA

MUFFA: CAUSE, SOLUZIONI E CONSIGLI

La presenza di muffe sulle pareti di casa nostra è da considerarsi più che una fastidiosa e antiestetica macchia al muro, un vero e proprio problema, inquanto ciò vuol dire che troviamo in presenza di un attacco batterico. Le cause, le soluzioni, e i consigli per una corretta bonifica e una sana prevenzione sarà il tema di questo capitolo.

A) FATTORI CHE FAVORISCONO L’APPARIZIONE DI MACCHIE SCURE SULLA PELLICOLA DI PITTURA

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Commenteremo ora alcuni dei fattori che determinano l’apparizione di funghi sulla nostra parete di casa.

A.1) FATTORI BIOLOGICI

Per l’apparizione di funghi basta combinare due fattori:

UMIDITA' E MATERIALI NUTRIENTI

L’umidità può avere un peso diverso ed é, senza dubbio, il più importante dei fattori climatici; logicamente non avrà la stessa influenza in un clima umido o in un clima secco, in una zona vicino al mare o in una zona boscosa, in zona montana o pianeggiante, ecc.. L’umidità può impregnare facilmente il substrato; se si pittura su un supporto umido verrà ritardato l’essiccamento della pittura, permettendo in tal modo la crescita rapida ed irreversibile dei funghi.

 B.1) FATTORI DI TIPO CHIMICO

Il più importante é rappresentato dalla contaminazione ambientale. I gas sono presenti nell’atmosfera o provengono da contaminanti immessi nell’aria dall’uomo; rappresentano una delle migliori condizioni per lo sviluppo di microorganismi, giacché, da un lato, possono degradare fisicamente la pellicola della pittura e dall’altro, possono rappresentare un buon apporto di materiali nutritivi.
I contaminanti atmosferici che agiscono sulle pellicole di pittura sono di natura acida e quindi agiscono sul film secco diminuendone il pH e rendendolo più sensibile all’attacco di funghi;per natura i funghi trovano condizioni ottimali per il loro sviluppo ambiente leggermente acido piuttosto che basici..


B.2) FATTORI FISICI

In questo gruppo possiamo includere, da un lato, i fattori climatici quali cambio brusco della temperatura, radiazioni solari, pioggia, grandine, ecc. e dall’altro lato i fattori puramente meccanici, come urti, sfregamenti, ecc.
Le fessurazioni presenti sulla superficie di pittura rappresentano il percorso attraverso il quale le spore penetrano; il loro sviluppo viene in tal modo facilitato.
Dobbiamo chiaramente differenziare le condizioni a cui é sottoposta una pellicola di pittura applicata all’esterno o all’interno.

Negli interni dobbiamo considerare soprattutto:

  • Presenza di acqua negli intonaci nelle costruzioni di nuovi edifici
  • Formazione di acqua di condensazione per riscaldamento insufficiente
  • Alta umidità nell’aria all’interno delle abitazioni
  • Ventilazione insufficiente
  • Scarsa attenzione ad un isolamento termico di qualità
  • Cattive abitudini igieniche

In condizioni favorevoli, i fattori biologici imperano su tutti gli altri.


B.3) ALTA UMIDITA’ E PONTI TERMICI ALL’INTERNO DELLE ABITAZIONI

Un accenno particolare deve essere riservato alla causa principale di formazione di muffe (meglio di condense e successivamente di muffe) all’interno degli appartamenti.
Si deve considerare, innanzitutto, che un locale o un appartamento può essere definito “in condizione di benessere abitativo” quando, in periodo invernale, e con temperatura interna di 20° C si abbia un’umidità relativa di circa 50%.
Nella realtà, abitualmente, almeno in alcuni locali (bagni e cucine in particolare) si riscontrano valori di Umidità Relativa 60% se non maggiori.

Le muffe si formano abitualmente:
a) in corrispondenza di pilastri – travi e nelle zone con maggior produzione di vapore: bagno – cucina;camere da letto
b) dietro i mobili

La ragione è molto semplice: per il primo caso la figura mostra che, in corrispondenza di travi e pilastri, se non isolati termicamente, si formano dei ponti termici (con temperature esterne di 0° C ed interne di 20° C, in corrispondenza dei pilastri e delle travi si hanno 10 – 12° C che, con un’umidità relativa pari o superiore al 60%, forma condensa e quindi condizioni ottimali per la formazione di muffa).
Per meglio esemplificare, basta pensare ad un qualsiasi oggetto freddo (ad esempio una bottiglia tolta dal frigorifero) che, posto ad una temperatura più elevata e con presenza di umidità, si ricopre di condensa.

Nel secondo caso (dietro ai mobili e in particolare armadi e testate dei letti) la spiegazione va ricercata nel fatto che il mobilio funziona come se fosse un isolante posto all’interno del muro e, pertanto, si origina una situazione di più bassa temperatura della parete interna; la conseguenza è l’inevitabile formazione di condensa e quindi di possibili muffe.

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B.4) CRITERI PER LA SCELTA DI PITTURE ANTIMUFFA E PITTURE TERMOISOLANTI

Da anni la nostra azienda,dedica le sue attenzioni alla ricerca anche nel settore delle pitture antimuffe per cercare di mettere sul mercato pitture che possano migliorare la qualità delle nostre case ed ottenere una protezione più duratura anche in presenza di condizioni decisamente avverse quali sono le influenze atmosferiche, la polvere la contaminazione ambientale e le cattive abitudini igieniche. Nel caso di applicazione in interni il rischio di attacchi é notevolmente ridotto se si elimina la presenza di umidità (con un adeguato riscaldamento,con deumidificatori e un uniforme isolamento termico); disgraziatamente questa metodologia non é sempre applicabile.
Se prendiamo in esame il caso specifico più a rischio nei nostri appartamenti, come ad esempio la zona cucina,in questo caso,la combustione del gas nei fornelli,il vapore prodotto dalle pentole in ebollizioni, I nuovi frigoriferi che disperdono l’acqua sbrinata, facendola evaporare con il caldo del motore e tanti altri fattori come precedentemente citato, generano abbondanti condensazioni sopra le pareti e sui soffitti, questa condensazione contiene grandi quantità di sostanze nutritive che sono causa di crescita di microorganismi sopra dette superfici (crescita secondaria).
Se non si blocca questa crescita si può verificare un attacco e conseguente deterioramento della pellicola di pittura. Pertanto una buona pittura antimuffa da utilizzare non deve impedire unicamente la crescita di microorganismi sopra la pellicola di pittura, ma deve, nel contempo, evitare la crescita secondaria.
Con queste premesse noi ci troviamo in una situazione di difficile soluzione, giacché da un lato, viene richiesta una certa solubilità del fungicida – così che si possa diffondere ed evitare la crescita secondaria – però, dall’altro lato questa diffusione dell’ingrediente attivo determina una diminuzione della sua concentrazione nella pellicola di pittura con conseguente riduzione della sua protezione.
Dobbiamo comunque tenere presente che, una pittura fungicida, ha una durata limitata, influenzata fondamentalmente dalle condizioni ambientali e dalle caratteristiche tecniche proprie della pittura di base.


C) EFFETTI DERIVATI DALLA CONTAMINAZIONE DI MICROORGANISMI.

Gli effetti della contaminazione della pellicola di pittura sono chiaramente visibili; inizialmente con:

DECOLORAZIONE – ANNERIMENTO – COLORAZIONI DIVERSE

Gli effetti a lungo termine sono correlati alla penetrazione nella pellicola; si originano fenomeni di deterioramento della medesima, come:

CRAKING – PERDITA DI ADESIONE – DETERIORAMENTO O CORROSIONE DEL SUBSTRATO – MAGGIORE RITENZIONE DELLO SPORCO.

Un aspetto molto importante, soprattutto negli interni, é l’effetto tossicologico che agisce sulla salute umana.
Se una superficie é contaminata l’inalazione delle spore presenti può causare allergie, problemi respiratori ed altri tipi di infermità come, per esempio, la ASPERGILLOSI causata dall’inalazione di spore di ASPERGILLUS.
I prodotti del metabolismo dei funghi sono prevalentemente acqua ed idrossido di carbonio, inoltre sostanze molto attive come gli antibiotici (penicillina) o enzimi che, attraverso trasformazioni chimiche, generano sostanze tossiche (MICOTOSSINE – quali le FLAVOTOSSINE – che sono considerate CANCEROGENE).


D) PREPARAZIONE DEL SUPPORTO (SANIFICAZIONE)

Per ottenere un buon risultato è di fondamentale importanza preparare adeguatamente il supporto.
E’ opportuno considerare che una pittura antimuffa come Mufflor ( Scheda tecnica Scheda sicurezza ) o Arianna ( Scheda tecnica Scheda sicurezza) viene concepita come “trattamento preventivo” e non “curativo”.
La sporcizia presente sul substrato è un buon alimento ed un ottimo terreno per lo sviluppo di funghi: conviene eliminarla prima di procedere alla pitturazione mediante pulitura con sostanze basiche e antibatteriche
come ABT 90 ( Scheda tecnica Scheda sicurezza).
La presenza di umidità, quando possibile, deve essere eliminata o quantomeno si dovrà cercare di isolarla; in presenza di cattiva aerazione o condensazione di umidità (dietro al mobilio, agli armadi, nei punti dove maggiormente si forma rugiada, ecc.) si sviluppano più facilmente funghi e muffe.
Il supporto deve essere uniforme e senza cavillature o spaccature.
Le stuccature possono rappresentare un problema per l’essiccamento molto lento che trattiene acqua sotto il film di pittura. In tutti questi casi risulta conveniente utilizzare stucchi, adesivi e sigillanti con azione fungicida.

LA CRESCITA FUNGINA È SEMPRE MAGGIORE QUANDO LA PELLICOLA DI PITTURA PRESENTA DELLE CAVILLATURE O DELLE FESSURAZIONI

Accertare preventivamente l’assenza di contaminazione del substrato che deve essere verniciato é estremamente importante; non si può pensare di utilizzare una pittura Antimuffa – alghicida per sanificare le superfici contaminate. Ciò premesso, prima di pitturare con un prodotto fungicida, si deve accertare se il supporto é contaminato (può esserlo anche solo allo stato latente e potrebbe non essere facilmente visibile).

Per procedere alla bonifica i trattamenti tipici sono:

PULIZIA CON VARICHINA (IPOCLORITO) – SANIFICAZIONE CON ACQUA OSSIGENATA – TRATTAMENTO CON SOLUZIONE BONIFICANTE ABT90

Quando si utilizzano soluzioni di ipoclorito, si deve tener conto dell’effetto ossidante di tali composti che possono creare decolorazione sopra la pellicola; per evitarle dopo la loro applicazione si deve procedere alla rimozione dei residui tramite lavaggio. E’ importante considerare che con l’ipoclorito in genere si decolora, ma non si bonifica in profondità.
La distruzione totale dei funghi contaminanti è molto più difficile di quanto non sia l’eliminazione dei batteri; la distruzione totale dei funghi impone l’utilizzazione di biocidi che eliminino anche il MICELIO e le sue RAMIFICAZIONI.
Se rimane anche una piccola traccia di vita, in condizioni favorevoli, avremo una rapida riproduzione degli inquinanti; per eliminarli dovremo ricorrere ad una nuova pitturazione con conseguente apporto di umidità che innesca una nuova crescita dei microorganismi contaminati.
Pertanto é fondamentale l’utilizzo di una soluzione sanificante come, ABT90 ( Scheda tecnica Scheda sicurezza).

Nel caso di funghi neri (ASPERGILLUS, ALTERNARIA e CLADOSPORIUM) è possibile che rimangano sul muro delle colorazioni grigio scure anche dopo aver completamente eliminato tutto il MICELIO.
Tale presenza é dovuta al fatto che i funghi possiedono una pigmentazione molto resistente sia dal punto di vista fisico che chimico; le pitture attualmente disponibili hanno un potere coprente sufficiente per eliminare ogni nuncatura senza ulteriori problemi.
Infine, dobbiamo considerare che le superfici rugose sono più facilmente attaccabili rispetto a quelle lisce e ciò per la loro tendenza a trattenere lo sporco.